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Febbre nei neonati: quando chiamare il pediatra (linee guida SIP)
La febbre è uno dei sintomi che più preoccupano i genitori nei primi mesi di vita del bambino. Sapere quando è necessaria una visita urgente e quando si può gestire a casa fa la differenza. Questa guida segue le indicazioni della Società Italiana di Pediatria (SIP) per aiutarti a prendere decisioni informate.
Cos'è la febbre: definizione e valori normali
La temperatura corporea normale nel neonato varia tra 36°C e 37.5°C se misurata in modo ascellare, e tra 36.5°C e 38°C se misurata per via rettale. Si parla di febbre quando la temperatura rettale supera i 38°C, oppure quando quella ascellare supera i 37.5°C.
È importante sapere che la misura rettale è considerata il metodo gold standard nei bambini sotto i 2 anni, in quanto riflette più accuratamente la temperatura corporea interna. La misura ascellare è accettabile ma meno precisa: in linea generale, aggiungi circa 0.5°C al valore ascellare per avere un'equivalenza con la misura rettale. Il termometro timpanico (auricolare) può essere utilizzato dai 6 mesi in poi, ma richiede una tecnica corretta per non dare falsi valori bassi.
La febbre di per sé non è una malattia, ma una risposta difensiva dell'organismo: stimola il sistema immunitario a combattere l'agente infettivo. Non è dunque necessario abbassarla a tutti i costi, ma è fondamentale capire quando un suo valore o la presenza di altri sintomi richiede attenzione medica immediata.
Come misurare correttamente la temperatura
Per ottenere una lettura attendibile, scegli il metodo più adatto all'età del bambino:
- Via rettale (0–2 anni): inserisci il termometro digitale di circa 2 cm nel retto del bambino posto a pancia in su con le gambe sollevate. Tienilo fermo per il tempo indicato dal dispositivo. È il metodo più preciso.
- Via ascellare (qualsiasi età): posiziona la punta del termometro al centro del cavo ascellare e tieni il braccio del bambino aderente al corpo. Ricorda di aggiungere 0.5°C al valore letto per stimare la temperatura interna.
- Via timpanica (dai 6 mesi): raddrizza delicatamente il padiglione auricolare verso l'alto e indietro, inserisci la sonda e premi il pulsante. Le letture possono variare se il condotto è ceruminoso.
Evita di misurare la temperatura subito dopo un bagnetto, attività fisica o dopo che il bambino ha pianto a lungo: questi fattori possono alterare temporaneamente il valore.
Quando andare SUBITO al pronto soccorso
La SIP indica con chiarezza le situazioni in cui è necessario portare il bambino al pronto soccorso senza attendere il pediatra:
- Neonato con meno di 3 mesi con qualsiasi febbre (≥38°C rettale): nei primissimi mesi di vita il sistema immunitario è ancora immaturo e qualsiasi febbre può nascondere un'infezione batterica grave (sepsi, meningite, infezione urinaria). Non aspettare: vai subito al PS.
- Bambino tra 3 e 6 mesi con temperatura >38.5°C persistente (non responsiva ai farmaci o che dura più di 24 ore).
- Convulsione febbrile: il bambino perde conoscenza, presenta movimenti tonico-clonici (scosse) degli arti. Chiama il 118 e non somministrare nulla per bocca.
- Difficoltà respiratoria: respiro rapido, alitamento delle narici, rientramenti tra le costole o sotto lo sterno (rientri intercostali), colorito bluastro delle labbra o della cute (cianosi).
- Petecchie o porpora: macchioline rosse o viola sulla pelle che non scompaiono premendo con un bicchiere. Possono indicare una meningite batterica o una sepsi meningococcica — è un'emergenza.
- Fontanella bombata: la fontanella anteriore del neonato normalmente è piatta o leggermente depressa. Se è rigonfia e tesa (specie a riposo), può indicare un aumento della pressione intracranica.
- Rigidità nucale: il bambino non riesce a flettere il mento verso il petto o oppone resistenza alla flessione del collo. Segno classico di meningite.
- Pianto inconsolabile o gemito continuo con aspetto sofferente e prostrato.
- Letargia estrema: il bambino è difficile da svegliare, non risponde agli stimoli, non si alimenta.
In presenza di uno qualsiasi di questi segnali, non aspettare che arrivi il mattino o l'apertura dello studio pediatrico: recati al pronto soccorso pediatrico immediatamente o chiama il 118.
Farmaci antipiretici: paracetamolo e ibuprofene
I due farmaci antipiretici sicuri per i bambini sono il paracetamolo e l'ibuprofene. L'aspirina è assolutamente controindicata nei bambini per il rischio di sindrome di Reye.
Paracetamolo (acetaminofene):
- Indicato a partire dalla nascita
- Dose: 10–15 mg/kg per dose, ogni 6 ore
- Massimo 4 dosi nelle 24 ore
- Non superare i 60 mg/kg/die
- Disponibile in supposte, sciroppo e gocce: scegli la formulazione indicata per il peso del tuo bambino
Ibuprofene:
- Indicato solo nei bambini con più di 3 mesi di età e peso superiore a 5 kg
- Dose: 5–10 mg/kg per dose, ogni 8 ore
- Massimo 3 dosi nelle 24 ore
- Ha anche effetto antinfiammatorio, utile se la febbre è associata a dolore (es. otite)
- Evita se il bambino ha problemi renali, gastrici o disidratazione grave
Calcola sempre la dose in base al peso attuale del bambino, non all'età. Se non sei sicuro della dose, chiedi al tuo pediatra o al farmacista.
Devo alternare paracetamolo e ibuprofene?
L'alternanza di routine tra paracetamolo e ibuprofene non è raccomandata dalle linee guida SIP aggiornate. Questa pratica complica la gestione dei farmaci, aumenta il rischio di errori di dosaggio e non è stata dimostrata superiore alla monoterapia in termini di benessere del bambino.
L'alternanza può essere presa in considerazione solo se la febbre non scende di almeno 1°C entro un'ora dalla somministrazione del primo farmaco, e solo su suggerimento esplicito del pediatra. In questo caso, tieni un registro preciso di orario e dose di ogni somministrazione per evitare sovradosaggi.
Bebblo ti permette di registrare ogni somministrazione di farmaci con orario, nome del farmaco e dose, così da non perdere mai il conto e poter mostrare la cronologia al pediatra.
Metodi fisici per abbassare la febbre
Oltre ai farmaci, puoi aiutare il tuo bambino a stare meglio con alcuni accorgimenti:
- Spugnatura con acqua tiepida (non fredda): bagna una spugna o un asciugamano con acqua a circa 32–34°C e tamponale delicatamente la fronte, il collo, le ascelle e le pieghe dei gomiti. L'acqua fredda causa brividi che possono paradossalmente aumentare la temperatura interna.
- Non coprire eccessivamente: rimuovi strati di vestiti e coperte extra. Mantieni il bambino fresco ma non scoperto al punto da fargli prendere freddo.
- Idratazione frequente: la febbre aumenta le perdite di liquidi. Offri il seno o il biberon più spesso del solito. Nei bambini più grandi, acqua, tisane non zuccherate o brodo leggero aiutano.
- Ambiente fresco: mantieni la stanza a circa 18–20°C, arieggia senza creare correnti d'aria dirette sul bambino.
Evita assolutamente di usare alcol o aceto per spugnature: l'alcol può essere assorbito per via cutanea e provocare ipoglicemia o intossicazione nei neonati.
Miti da sfatare sulla febbre nei bambini
Circolano molte credenze errate sulla febbre. Ecco le più comuni:
- "La febbre brucia il cervello": falso. I danni neurologici da febbre si verificano solo con temperature superiori a 41°C sostenute a lungo, uno scenario molto raro nella comune febbre infettiva. La febbre ordinaria non causa danni cerebrali.
- "I denti causano la febbre alta": la dentizione può causare un lieve rialzo termico (fino a circa 37.8°C), ma non una vera e propria febbre. Se il bambino ha la febbre durante la dentizione, cerca un'altra causa.
- "Bisogna abbassare subito la febbre a qualsiasi valore": la febbre ha una funzione protettiva. L'obiettivo è il benessere del bambino, non il numero sul termometro. Se il bambino è attivo, beve bene e non presenta segnali d'allarme, anche una febbre di 38.5°C può essere gestita con tranquillità.
- "La febbre alta dura sempre poco": alcune infezioni virali possono causare febbre per 5–7 giorni. Se la febbre supera i 3–4 giorni senza miglioramento, contatta il pediatra.
Quando chiamare il pediatra (e non il pronto soccorso)
Non tutti i casi richiedono il pronto soccorso. Chiama il tuo pediatra durante l'orario di disponibilità se:
- Il bambino ha tra 3 e 6 mesi con febbre ma senza i segnali d'allarme citati sopra
- La febbre dura più di 48–72 ore in un bambino sopra i 6 mesi e senza altri sintomi evidenti
- La febbre risponde ai farmaci ma ritorna subito dopo
- Compaiono nuovi sintomi (eruzioni cutanee, vomito ripetuto, diarrea profusa, dolore all'orecchio)
- Hai dubbi sulla dose del farmaco o sulla gestione a casa
Monitorare la febbre con Bebblo
Tenere un registro accurato durante un episodio febbrile è prezioso sia per te che per il pediatra. Con Bebblo puoi annotare ogni misurazione della temperatura con ora e metodo utilizzato, i farmaci somministrati con dose e orario, i sintomi associati come tosse, rinorrea e irritabilità, e le poppate o i pasti per valutare lo stato di idratazione del bambino.
Questa cronologia ti permette di capire l'andamento della febbre — se è in rialzo, stabile o in discesa — e di condividere informazioni precise con il pediatra, evitando diagnosi per tentativi e riducendo il rischio di somministrare dosi doppie per dimenticanza.
Registra temperatura, farmaci e sintomi con Bebblo per individuare schemi e condividerli con il tuo pediatra.
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